Dall'8 ottobre 2023 la Striscia di Gaza è sotto assedio. Mentre le bombe abbattono case, scuole e ospedali, l'associazione Yarmouk promuove un concorso di scrittura. Dalle scuole ancora in piedi e dai campi profughi giungono 113 storie di voci giovanissime che raccontano la fame, gli sfollamenti continui, le code interminabili per un sorso d'acqua, le notti nelle tende e i corpi tra le macerie. Sono sguardi fragili e lucidissimi, capaci di restituire senza filtri l'orrore quotidiano a Gaza. Qui c'era la nostra casa raccoglie i dodici racconti vincitori del concorso: Farah cerca di proteggere la sorellina mentre l'ospedale in cui hanno trovato riparo viene colpito; Malak piange insieme alla sua gattina perché entrambe stanno morendo di fame; Maram riconosce tra i calcinacci della moschea la testa del nipotino; e Jenen sogna di diventare un'insegnante di arabo, ma tornando a casa trova soltanto un cumulo di pietre. Non sappiamo se Farah, Malak, Maram, Samir, Jenen, Doha, Yamen, Reem, Jumana, Tasneem, Qatr al-Nada e Heba siano ancora in vita perché potrebbero non esserci più. Restano però le loro voci in queste pagine strazianti e cariche di dolore. Una testimonianza della violenza genocidaria israeliana sui palestinesi più giovani, che ricorda - oggi più che mai - come la realtà nella Striscia di Gaza sia ancora lontana dalle speranze riposte in quel "cessate il fuoco" giunto il 10 ottobre 2025. Il nostro è un invito a non distogliere lo sguardo. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.